I dati del fenomeno

  • Report Associazione FISH – “Le donne con disabilità che hanno subito violenza” (2019) – http://www.fishonlus.it/files/2020/02/Report_finale_VERA1.pdf

Norme ed atti sovranazionali, nazionali e regionali

Il rapporto Ombra e il Rapporto Grevio

Rapporto delle associazioni di donne sull’attuazione della Convenzione di Istanbul in Italia https://www.direcontrolaviolenza.it/grevio-rapporto-ombra/

Il rapporto Grevio, spec. Punti nn. 21, 24, 25, 26, 27, – http://www.pariopportunita.gov.it/wp-content/uploads/2020/06/Grevio-revisione-last-08-06-2020.pdf

Pronunce (attendibilità persona offesa)

Corte costituzionale, sent. n. 63 del 2005, Sulle modalità protette di assunzione della prova: “Rendere testimonianza in un procedimento penale, nel contesto del contraddittorio, su fatti e circostanze legati all’intimità della persona e connessi a ipotesi di violenze subìte, è sempre esperienza difficile e psicologicamente pesante: se poi chi è chiamato a deporre è persona particolarmente vulnerabile, più di altre esposta ad influenze e a condizionamenti esterni, e meno in grado di controllare tale tipo di situazioni, può tradursi in un’esperienza fortemente traumatizzante e lesiva della personalità”

Sez. 2, Sentenza n. 21977 del 28/04/2017 Ud.  (dep. 08/05/2017 ) Rv. 269798 – 01 Le dichiarazioni rese dalla vittima del reato affetta da deficit psichico non sono di per sè inattendibili, ma obbligano il giudice non soltanto a verificarne analiticamente la coerenza, costanza e precisione, ma anche a ricercare eventuali elementi esterni di supporto. (Fattispecie relativa alle dichiarazioni rese da un soggetto con ritardo mentale rilevante, vittima del reato di circonvenzione di incapace).

Altri riferimenti utili sul tema:

Cass. sez. III pen., sent. n. 36896 del 2013 e già Cass. sez. I, sent. n. 29372 del 2010; Cass. Sez. III pen., sent. n. 46377 del 2013

Corte di cassazione, Sez. 6 – , Sentenza n. 16583 del 28/03/2019 Ud.  (dep. 16/04/2019 ) Rv. 275725 – 03 Ai fini della configurabilità del delitto di cui all’art. 572 cod. pen., commesso all’interno di una comunità per l’assistenza e la cura dei disabili, lo stato di sofferenza e di umiliazione delle vittime può derivare anche dal clima vessatorio generalmente instaurato, per effetto di atti di sopraffazione indistintamente e variamente commessi dal personale a carico dei soggetti ricoverati, i quali, a causa delle proprie condizioni di vulnerabilità, sono vittime del detto reato tanto se patiscano in prima persona le violenze fisiche o verbali, quanto se ne siano meri spettatori. 

Suggerimenti di lettura: