ABRUZZO: Legge regionale 23 giugno 2016, n. 17, Istituzione e regolamentazione del “Codice Rosa” all’interno dei pronti soccorsi abruzzesi –La regione Abruzzo promulga la Legge regionale n. 17, 23 giugno 2016. La legge istituisce il “Codice Rosa”, un percorso di accoglienza-assistenza al pronto soccorso riservato a chi subisce violenza sessuale o domestica, riferito a tutte le persone che si trovano in una situazione di debolezza e vulnerabilità. Il Codice Rosa consiste in un codice di priorità di accesso visibile esclusivamente agli operatori sanitari che si adopereranno per una rapida presa in carico della paziente e per l’implementazione di tutte le procedure previste dal percorso clinico organizzativo interno nel rispetto della privacy. Durante l’accoglienza al pronto soccorso, potrà essere attivata la consulenza psicologica qualora si ravveda la necessità o se richiesto dal paziente. http://www2.consiglio.regione.abruzzo.it/leggi_tv/abruzzo_lr/2016/lr16017/Intero.asp;

Legge regionale 20 ottobre 2006, n. 31, Disposizioni per la promozione ed il sostegno dei centri antiviolenza e delle case di accoglienza per le donne maltrattate – La regione Abruzzo promulga la Legge regionale n. 31, 200 ottobre 2006.  La Regione, per le finalità della presente legge finanzia progetti antiviolenza che prevedono il sostegno, l’attivazione e la gestione dei “centri antiviolenza” e delle “case di accoglienza”, ai quali possono rivolgersi tutte le donne, sole o con figli minori, indipendentemente dal loro status giuridico o di cittadinanza, che siano vittime di violenza psicofisica, sessuale, economica o di maltrattamenti. I centri antiviolenza svolgono colloqui preliminari, percorsi personalizzati di uscita dalla violenza e colloqui informativi di carattere legale. Le case di accoglienza, segrete o con garanzia di sicurezza, sono strutture di ospitalità temporanea per le donne che si trovino in situazioni di necessità o di emergenza. Le finalità sono quelle di sostenere donne in situazioni di disagio per causa di violenza sessuale o maltrattamenti in famiglia, di costruire cultura e spazi di libertà per le donne con situazioni di gravi maltrattamenti e di dare valore alle relazioni tra donne anche in presenza di grave disagio.  http://www2.consiglio.regione.abruzzo.it/leggi_tv/abruzzo_lr/2006/lr06031.htm#_ftn1;

BASILICATA: Legge regionale 29 marzo 1999, n. 9 , aggiornata dalla Legge regionale 8 gennaio 2015, n. 3, Istituzione di un fondo di dolisarietà a favore di donne e minori vittime di violenza di genere. – La regione Basilicata promulga la Legge regionale n. 9, 29 marzo 1999. Viene istituito un fondo di solidarietà per sostenere azioni di tutela e sostegno giudiziario nei confronti delle donne e uomini, bambine e bambini, vittime di delitti di violenza sessuale. Il fondo viene utilizzato per finanziare centri antiviolenza, case rifugio, case di semi autonomia ed interventi volti a sostenere l’autonomia delle vittime ai fini dell’inserimento lavorativo, anche attraverso forme di sostegno a iniziative imprenditoriali. https://consiglio.basilicata.it//consiglionew/site/Consiglio/detail.jsp?sec=107173&otype=1150&id=1335236&anno=1999;

CALABRIA: Legge regionale 23 novembre 2016, n. 38, Istituzione dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere – La regione Calabria promulga la Legge regionale n. 38, 23 novembre 2016. La legge istituisce l’Osservatorio permanente contro le molestie e la violenza di genere ed assicura alle vittime della violenza di genere tutela, protezione e sostegno per consentire loro, nel rispetto della riservatezza e dell’anonimato, di recuperare la propria autonoma individualità e di riconquistare la propria autonomia ed indipendenza personale, sociale ed economica. Dalla legge, tuttavia, non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale. http://www.consrc.it/bdf/api/BDF?numero=38&anno=2016;

Legge regionale 21 agosto 2007, n. 20, Disposizioni per la promozione ed il sostegno dei centri di antiviolenza e delle case di accoglienza per donne in difficoltà – La regione Calabria promulga la Legge regionale n. 20, 21 agosto 2007. 1. La legge finanzia “Progetti antiviolenza” che prevedono il sostegno, l’attivazione e la gestione de la gestione dei “centri antiviolenza” e delle “case di accoglienza”. I centri antiviolenza prevedono colloqui preliminari per individuare i bisogni e fornire le prime informazioni utili, percorsi personalizzati di uscita dalla violenza, tesi a rafforzare la fiducia della donna nelle proprie capacita e risorse ed a favorire nuovi progetti di vita e di autonomia, attraverso le relazioni fra donne, colloqui informativi di carattere legale e colloqui orientativi forniti da psicologi ed affiancamento della donna, qualora la stessa lo richieda, nella fruizione dei servizi pubblici o privati. Le case di accoglienza, che devono garantire sicurezza, anonimato e segretezza, sono strutture di ospitalità temporanea per le donne che si trovino in situazioni di necessità o di emergenza. Le finalità sono sostenere donne in situazioni di disagio per causa di violenza sessuale o maltrattamenti in famiglia, costruire cultura e spazi di libertà per le donne con situazioni di gravi maltrattamenti e dare valore alle relazioni tra donne anche in presenza di grave disagio. Ai centri antiviolenza e alle case di accoglienza possono rivolgersi tutte le donne, sole o con figli minori, indipendentemente dal loro status giuridico o di cittadinanza, che siano vittime di violenza psicofisica, sessuale, economica o di maltrattamenti. http://www.consiglioregionale.calabria.it/upload/testicoordinati/LR%2020-2007.pdf;

CAMPANIA:  Legge regionale 1 dicembre 2017, n. 34, Interventi per favorire l’autonomia personale, sociale ed economica delle donne vittime di violenza di genere e dei loro figli ed azioni di recupero rivolte agli uomini autori della violenza – La regione Campania promulga la Legge regionale n. 34, 1 dicembre 2017. Le azioni e gli interventi della legge sono rivolti alle donne vittime di violenza di genere italiane e straniere residenti in Campania, ai figli – se minori o disabili – delle donne vittime di reati di violenza di genere ed infine agli uomini autori della violenza. In quest’ultimo caso la Regione promuove e sostiene la realizzazione di appositi interventi di recupero e accompagnamento rivolti agli uomini autori della violenza, per prevenire o almeno limitare il reiterarsi delle azioni di violenza maschile e le conseguenze fisiche e psicologiche che le stesse producono sulla salute delle donne e dei loro figli, favorendo l’adozione di comportamenti non violenti nelle relazioni interpersonali.  https://welforum.it/segnalazioni/regione-campania-lr-34-2017-sostegno-alle-donne-vittime-di-violenza-ed-ai-loro-figli/

Legge regionale 11 febbraio 2011, n. 2, Misure di prevenzione e di contrasto alla violenza di genere – La regione Campania promulga la Legge regionale n. 2, 11 febbraio 2011. La legge istituisce i centri antiviolenza e le case di accoglienza per le donne maltrattate. I centri antiviolenza sono strutture finalizzate a ricevere le donne e le altre persone maltrattate, ad offrire loro aiuto e protezione e a predisporre percorsi di uscita dalla violenza. Essi svolgono attività di accoglienza telefonica, accoglienza personale, consulenza psicologica, assistenza e consulenza legale, orientamento e accompagnamento al lavoro ed iniziative culturali di prevenzione, pubblicizzazione, sensibilizzazione e denuncia del problema della violenza contro le donne e dell’omofobia. Le case di accoglienza per le donne maltrattate sono strutture, anche ad indirizzo segreto, finalizzate ad offrire ospitalità alle donne, sole o con minori, esposte alla minaccia di violenza fisica, psichica, sessuale o che l’abbiano subita. Esse svolgono attività di accoglienza ed ospitalità, assistenza e consulenza legale, consulenza psicologica e di orientamento ed accompagnamento nel percorso di inserimento e reinserimento lavorativo. La Regione promuove anche campagne di sensibilizzazione ed informazione rivolte al vasto pubblico e, in particolare, alle giovani generazioni mediante incontri, dibattiti, convegni, comunicazioni pubblicitarie finalizzati a sviluppare una cultura fondata sul rispetto delle differenze sessuali e di genere, sulla costruttiva gestione dei conflitti e sulle pari opportunità per tutte e per tutti. http://www.burc.regione.campania.it/eBurcWeb/BurcPdfOutput/Burc_2011_2_14_17_22.pdf;jsessionid=E720F4585BFFCD623DED342B9FA68ACB

EMILIA-ROMAGNA: Legge regionale 21 giugno 2014, n. 6, Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere – La regione Emilia Romagna promulga la Legge regionale n. 6, 21 giugno 2014. Oltre a numerosi interventi che promuovono la cittadinanza di genere e il rispetto delle differenze, il lavoro e l’occupazione femminile e la conciliazione e condivisione delle responsabilità sociali e di cura la legge interviene in tema di prevenzione alla violenza di genere. In particolare la Regione sostiene i centri antiviolenza, che offrono gratuitamente consulenza legale, psicologica, lavorativa e sociale alle donne che hanno subito violenza, e le case rifugio, che assicurano sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli minori, per consentire loro di ripristinare la propria autonoma individualità in condizioni di anonimato e di segretezza. Inoltre la Regione, per favorire il raggiungimento dell’uguaglianza tra i sessi in chiave di prevenzione contro la violenza sulle donne, sostiene e promuove specifici progetti e servizi sperimentali, dedicati agli uomini maltrattanti, perché attivino nuove modalità relazionali che escludono l’uso della violenza nelle relazioni d’intimità. La Regione svolge infine funzioni di osservatorio sulla violenza di genere e sulle azioni di prevenzione e contrasto. http://bur.regione.emilia-romagna.it/dettaglio-inserzione?i=51d25fc5e1344301bf98e380d04382d2;

FRIULI-VENEZIA GIULIA: Legge regionale 16 agosto 2000 n. 17, aggiornata dalla Legge regionale 17 novembre 2017 n. 38, Realizzazione di progetti antiviolenza e istituzione di centri per donne in difficoltà – La regione Friuli-Venezia Giulia promulga la Legge regionale n. 17, 16 agosto 2000. La Regione finanzia Centri antiviolenza,  che svolgono colloqui preliminari, percorsi di uscita dalla violenza personalizzati basati sull’analisi delle specifiche situazioni della violenza, colloqui informativi di carattere legale ed affiancamento della donna, qualora la stessa lo richieda, nella fruizione dei servizi pubblici o privati – e Case di accoglienza, segrete o con garanzia di sicurezza, che sono strutture di ospitalità temporanea per le donne che si trovano in situazioni di necessità o di emergenza. La legge promuove infine programmi di intervento volti al recupero degli uomini maltrattanti per identificare, stigmatizzare, prevenire le cause culturali e contrastare la violenza di genere. http://lexview-int.regione.fvg.it/fontinormative/xml/xmlLex.aspx?anno=2000&legge=17&fx=lex;

LAZIO: Legge regionale 19 marzo 2014, n. 4, Riordino delle disposizioni per contrastare la violenza contro le donne in quanto basata sul genere e per la promozione di una cultura del rispetto dei diritti umani fondamentali e delle differenze tra uomo e donna – La regione Lazio promulga la Legge regionale n. 4, 19 marzo 2014. La norma riconosce tre modelli di strutture di accoglienza per le donne vittime di violenza di genere: i centri antiviolenza, le case rifugio e le case di semiautonomia. I centri e le case rifugio offrono aiuti pratici ed immediati alle vittime di violenza per ricreare condizioni di vita autonoma, le case di semiautonomia sono strutture di accoglienza temporanea di secondo livello destinate a donne e ai loro figli minori che non sono in pericolo immediato e che necessitano di un periodo limitato di tempo per il percorso di uscita dalla violenza. La legge istituisce inoltre l’Osservatorio regionale sulle pari opportunità e la violenza sulle donne. La legge abroga le precedenti legge regionale 14 maggio 2009, n. 16 (Norme per il sostegno di azioni di prevenzione e contrasto alla violenza alle donne) e legge regionale 15 novembre 1993, n. 64 (Norme per l’istituzione di centri antiviolenza o case rifugio per donne maltrattate nella Regione Lazio). http://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglio-regionale/?vw=leggiregionalidettaglio&id=9244&sv=vigente;

LIGURIA: Legge regionale 21 marzo 2007, n. 12. Interventi di prevenzione della violenza di genere e misure a sostegno delle donne e dei minori vittime di violenza – La regione Liguria promulga la Legge regionale n. 12, 21 marzo 2007. La legge promuove e sostiene la realizzazione di Centri Antiviolenza a favore delle donne, sole o con minori, vittime di violenza; istituisce un osservatorio sulla violenza alle donne ed ai minori; sostiene programmi antiviolenza a favore delle donne vittime di violenza finalizzati all’accoglienza e al sostegno della vittima, tramite percorsi personalizzati, con l’obiettivo del superamento della situazione di disagio. Tali programmi possono prevedere case rifugio, strutture alloggiative temporanee, progetti individualizzati e campagne di prevenzione e di informazione. http://lrv.regione.liguria.it/liguriass_prod/articolo?urndoc=urn:nir:regione.liguria:legge:2007-03-21;12;

LOMBARDIA: Deliberazione della giunta regionale 10 aprile 2017, n. 6473, Approvazione dello schema di protocollo d’intesa tra Regione Lombardia e Prefetture – Uffici territoriali di governo della Lombardia per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne –https://www.regione.lombardia.it/wps/wcm/connect/0f918ee3-54e6-4564-b1c1-88567639af75/Dgr_6473_10-4-2017.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=0f918ee3-54e6-4564-b1c1-88567639af75;

Legge regionale 3 luglio 2012, n. 11, Interventi di prevenzione, contrasto e sostegno a favore di donne vittime di violenza – La Regione Lombardia promulga la Legge regionale n. 11, 3 luglio 2012. La legge prevede la costituzione di una rete regionale antiviolenza. I soggetti che compongono la rete offrono ascolto, accoglienza, consulenza e assistenza legale, supporto psicologico e specialistico; garantiscono protezione ed ospitalità e diverse forme di residenza a donne in difficoltà, sole o con figli minori; prestano aiuto ed assistenza psicologica in raccordo con le strutture ospedaliere. Sono previsti inoltre interventi di protezione, sostegno e reinserimento delle vittime attraverso progetti di antiviolenza personalizzati, con la possibilità di accoglienza e di ospitalità in strutture di pronto intervento o di alloggio temporaneo. http://normelombardia.consiglio.regione.lombardia.it/NormeLombardia/Accessibile/main.aspx?view=showdoc&iddoc=lr002012070300011;

MARCHE: Legge regionale 11 novembre 2008, n.32, Interventi contro la violenza sulle donne – La regione Marche promulga la Legge regionale n. 32, 11 novembre 2008. Viene istituito presso la Regione il Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere, una sede di dialogo e confronto fra le istituzioni e la società in materia di prevenzione e contrasto alle molestie e alla violenza di genere. È assicurata la costituzione di un centro antiviolenza per ogni Provincia e gli enti locali garantiscono alloggi (denominati “case di accoglienza”) destinati all’ospitalità temporanea delle donne, sole o con figli minori, vittime di violenza. La Regione inoltre promuove interventi finalizzati all’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza. http://www.provincia.pu.it/fileadmin/grpmnt/1238/LR_32_2008_integrata_da_LR_23_2012.pdf;

MOLISE: Legge regionale 17 dicembre 2018, n.10 – Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 ottobre 2013, n. 15 (Misure in materia di prevenzione e contrasto alla violenza di genere) – La regione Molise promulga la Legge regionale n. 10, 17 dicembre 2018, che modifica la precedente Legge regionale n. 15, 10 ottobre 2013, creando un osservatorio regionale per il monitoraggio, lo studio del fenomeno, l’analisi dei dati raccolti e la pubblicazione dei risultati per favorire l’emersione, la conoscenza e l’entità del fenomeno della violenza di genere. La legge istituisce inoltre i Centri antiviolenza quali strutture pubbliche o private senza fini di lucro, disciplinate da un regolamento interno, predisposte all’accoglienza delle donne e dei loro figli minori quando presenti e le Case Rifugio quali strutture dedicate, ad indirizzo segreto, che forniscono alloggio sicuro alle donne che subiscono violenza e stalking, ed ai loro bambini indipendentemente dal luogo di residenza al fine di proteggerle e di salvaguardarne l’incolumità fisica e psichica. http://www.regione.molise.it/web/crm/lr.nsf/0/1731D1B1E58D3D5AC12583770044954B?OpenDocument;

Legge regionale 10 ottobre 2013, n. 15, Misure in materia di prevenzione e contrasto alla violenza di genere – (la più recente l.r 10/2018, appena citata, l’ha modificata in maniera sostanziale, modificando gli articoli 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10 13 ed abrogando l’allegato A). http://www.regione.molise.it/web/crm/lr.nsf/0/3F8917E052F75A38C1257C150052D069?OpenDocument

PIEMONTE: Legge regionale 24 febbraio 2016, n. 4, Interventi di prevenzione e contrasto della violenza di genere e per il sostegno alle donne vittime di violenza ed ai loro figli – La regione Piemonte promulga la Legge regionale n. 4, 24 febbraio 2016. Viene istituito il tavolo di coordinamento permanente regionale dei centri antiviolenza. Nella Città metropolitana di Torino ed in ciascuna provincia è istituito almeno un centro antiviolenza, quale punto di ascolto e luogo fisico di accoglienza e sostegno delle donne e dei loro figli minorenni, le quali hanno subito violenza o che si trovano esposte alla minaccia di ogni forma di violenza, indipendentemente dal luogo di residenza. Le case rifugio sono invece strutture dedicate, ad indirizzo segreto, che forniscono accoglienza in sicurezza alle donne che subiscono violenza ed ai loro figli, a titolo gratuito ed indipendentemente dal luogo di residenza, allo scopo di proteggere le donne e i loro figli e di salvaguardarne l’incolumità fisica e psichica. La legge istituisce l’albo regionale dei centri antiviolenza e delle case rifugio, suddiviso nelle due rispettive sezioni. La Regione istituisce anche un fondo di solidarietà per le donne vittime di violenza e maltrattamenti volto a sostenerne le azioni in sede giudiziaria e nella fase prodromica all’avvio delle stesse, ivi compreso l’eventuale ricorso a consulenza in ambito civilistico o a consulenza tecnica di parte. http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2016;4@2018-11-2;

PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: Legge provinciale 6 novembre 1989, n. 10, Istituzione del servizio “Casa delle donne” – La provincia autonoma di Bolzano promulga la Legge provinciale n. 10, 6 novembre 1989. Viene istituita la “Casa delle donne”, servizio socio-assistenziale in favore delle donne che, nell’ambito del territorio provinciale, si trovino esposte alla minaccia di ogni forma di violenza fisica o psichica o l’abbiano subita. Il servizio si propone di fornire alle donne immediata assistenza, protezione e consulenza, anche in collaborazione con i servizi sanitari ed assistenziali e in particolare quelle forme concrete di intervento in strutture protette durante l’intero arco della giornata, che le aiutino a superare la fase acuta e a reinserirsi nella normale vita di relazione. http://lexbrowser.provinz.bz.it/doc/it/lp-1989-10/legge_provinciale_6_novembre_1989_n_10.aspx

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO: Legge provinciale 9 marzo 2010, n. 6, Interventi per la prevenzione della violenza di genere e per la tutela delle donne che ne sono vittime – La provincia autonoma di Trento promulga la Legge regionale n. 6, 9 marzo 2010. La provincia sostiene e garantisce le prestazioni dei servizi delle case rifugio (strutture di ospitalità temporanea a indirizzo segreto rivolte a donne sole o con figli minori), delle case di accoglienza (ossia strutture di ospitalità temporanea per donne sole o con figli minori vittime di violenza che presentino problematiche che rendano necessari specifici interventi di supporto socio-assistenziale) e degli alloggi in autonomia (strutture di ospitalità temporanea per donne sole o con figli minori vittime di violenza che si caratterizzano per l’autonomia abitativa in un appartamento destinato al singolo nucleo familiare). La provincia istituisce inoltre un fondo di solidarietà per sostenere le donne vittime di violenza nelle azioni intraprese in sede giudiziaria attraverso l’anticipazione del risarcimento del danno morale riconosciuto con provvedimento dell’autorità giudiziaria. https://www.consiglio.provincia.tn.it/leggi-e-archivi/codice-provinciale/Pages/legge.aspx?uid=21339

PUGLIA: Legge regionale 4 luglio 2014, n. 29, Norme per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere, il sostegno alle vittime, la promo‐ zione della libertà e dell’autodeterminazione delle donne – La regione Puglia promulga la Legge regionale n. 29, 4 luglio 2014. La Regione promuove e sostiene le attività dei centri antiviolenza che organizzano ed erogano attività di ascolto e accoglienza, assistenza, aiuto e sostegno rivolti a donne vittime di violenza, sole o con minori, subita o minacciata, in qualunque forma. La metodologia di accoglienza è basata sulla relazione tra donne. I centri offrono consulenza legale, psicologica e sociale alle donne vittime di violenza, orientandole nella scelta dei servizi sociosanitari e assistenziali territoriali, indirizzandone e favorendone il percorso di reinserimento sociale e lavorativo attività di prevenzione attraverso interventi di sensibilizzazione, formazione, attività culturali, in favore della comunità sociale, rafforzando in particolare la consapevolezza degli uomini e dei ragazzi nel processo di eliminazione di tutte le forme della violenza contro le donne. Le case rifugio sono strutture che offrono accoglienza e protezione alle donne vittime di violenza, sole o con minori, nell’ambito di un programma personalizzato di sostegno, di recupero e di inclusione sociale finalizzato a ripristinare la loro autonoma individualità, nel pieno rispetto della riservatezza e dell’anonimato. Alle case rifugio è garantita la segretezza dell’ubicazione per la sicurezza delle vittime di violenza. http://pariopportunita.regione.puglia.it/documents/10180/21256/LR+29+del+04.07.2014.pdf/e4e056bf-6702-4625-a48c-7dcaf33f4878

SARDEGNA: Legge regionale 2 agosto 2018, n. 33, Istituzione del reddito di libertà per le donne vittime di violenza – La regione autonoma della Sardegna promulga la Legge regionale n. 33, 2 agosto 2018. L’obiettivo che si pone la legge è che ogni donna vittima di violenza domestica in condizione di povertà materiale superi la condizione di dipendenza economica, soprusi, ricatto e sia posta in condizione di accedere ai beni essenziali e di partecipare dignitosamente alla vita sociale. Viene a tal fine istituito il cosiddetto “reddito di libertà”, che favorisce l’indipendenza economica, l’autonomia e l’emancipazione delle donne vittime di violenza domestica che versano in condizioni di povertà. La donna vittima di violenza, con o senza figli minori, in cambio del sostegno garantito si impegna a partecipare a un progetto personalizzato finalizzato all’acquisizione o riacquisizione della propria autonomia ed indipendenza personale. http://consiglio.regione.sardegna.it/XVLegislatura/Leggi%20approvate/lr2018-33.asp

Legge regionale 7 agosto 2007, n. 8, Norme per l’istituzione di centri antiviolenza e case di accoglienza per le donne vittime di violenza – La Regione autonoma della Sardegna promulga la Legge regionale n. 8, 7 agosto 2007. La legge finanzia la costituzione dei centri antiviolenza, che svolgono percorsi personalizzati di uscita dalla spirale della violenza, e delle case di accoglienza, strutture di ospitalità temporanea per le donne ed i loro figli minori che si trovano in situazione di necessità o di emergenza. https://www.regione.sardegna.it/j/v/80?s=53794&v=2&c=3311&t=1;

SICILIA: 53 della Legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, (Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2018. Legge di stabilità regionale), Istituzione del reddito di libertà per le donne vittime di violenza – A titolo sperimentale la Regione istituisce il reddito di libertà (RDL) quale misura specifica di sostegno per favorire l’indipendenza economica delle donne vittime di violenza fisica o psicologica. Il reddito di libertà è uno strumento che adottano i comuni per assicurare il rispetto dei diritti di ogni donna violata nella persona e ridotta in condizioni di dipendenza e sudditanza anche psicologica. Il reddito di libertà prevede il sostegno regionale alla beneficiaria e la partecipazione ad un percorso finalizzato all’indipendenza economica della donna vittima di violenza, con o senza figli minori, affinché sia in seguito in grado di adoperarsi per garantire a sé e ai propri figli un’autosufficienza economica. http://www.gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g18-21o1/g18-21o1.pdf

Legge regionale 3 gennaio 2012, n. 3, Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere – La regione Sicilia promulga la Legge regionale n. 3, 3 gennaio 2012. La Regione finanzia l’attività dei centri antiviolenza, dei quali è garantita la presenza di almeno uno in ogni provincia, e delle case di accoglienza, che offrono ospitalità temporanea alle donne, sole o con figli minori o diversamente abili, vittime di violenza e sostengono donne in situazioni di disagio a causa di violenza sessuale o maltrattamenti in famiglia. Le case di accoglienza sono costituite in numero di una ogni 200.000 abitanti e, comunque, in modo tale da assicurare la presenza di almeno una in ogni provincia. http://www.ring.comune.napoli.it/uploads/download/file/30/Regione_Sicilia_-_Legge_regionale_3_del_3.1.2012_-_Prevenzione_violenza_di_genere.pdf

TOSCANA: Legge regionale 16 novembre 2007, n. 59, Norme contro la violenza di genere – La regione Toscana promulga la Legge regionale n. 59, 16 novembre 2007. La legge istituisce un Comitato regionale di coordinamento sulla violenza di genere. A tal fine la Regione sostiene e incentiva la costituzione di una rete di relazioni tra i comuni, le province, le aziende ospedaliero-universitarie, le aziende unità sanitarie locali, le società della salute, l’ufficio scolastico regionale e gli uffici scolastici provinciali, le forze dell’ordine, gli uffici territoriali del Governo-prefetture, la magistratura, i centri antiviolenza presenti sul territorio. Sono previsti centri antiviolenza, case rifugio e soluzioni abitative temporanee. http://raccoltanormativa.consiglio.regione.toscana.it/articolo?urndoc=urn:nir:regione.toscana:legge:2007-11-16;59

UMBRIA: Legge regionale 11 aprile 2017, n. 3, Norme contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere – La Regione Umbria promulga la Legge regionale n. 3, 11 aprile 2017. La Regione promuove la protezione, l’accoglienza, il sostegno psicologico e il soccorso alle vittime di atti di discriminazione e violenza determinati in ragione dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere. La legge istituisce inoltre l’Osservatorio sulle discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. http://leggi.crumbria.it/mostra_atto.php?id=83424&v=FI,SA,TE,IS,VE,RA,MM&m=5

Titolo III, Capo V, della Legge regionale n. 14 del 2016, Norme per le politiche di genere e per una nuova civiltà delle relazioni tra donne e uomini, in materia di Servizi di contrasto alla violenza degli uomini contro le donne – La Regione garantisce la protezione alle donne vittime di violenza di genere e ai minori testimoni di violenza nei centri antiviolenza – strutture che erogano servizi specializzati con finalità di prevenzione e contrasto alla violenza di genere con azioni di sostegno e di protezione – e nelle case rifugio, strutture ad indirizzo segreto dove le donne vittime della violenza maschile, sole o con figli minori, sono accolte e protette a titolo gratuito. Le case rifugio sono strutture di ospitalità temporanea per salvaguardare l’incolumità fisica e psichica delle donne volta a garantire, insieme alla residenza, un progetto personalizzato di sostegno e di inclusione sociale. La legge prevede anche l’istituzione, nell’ambito dei servizi sanitari regionali, di punti di ascolto per uomini autori di maltrattamenti. http://leggi.crumbria.it/mostra_atto.php?id=171015&v=FI,SA,TE,IS,VE,RA,MM&m=5

VALLE D’AOSTA: Legge regionale 25 febbraio 2013, n. 4. Interventi di prevenzione e di contrasto alla violenza di genere e misure di sostegno alle donne vittime di violenza di genere – La Regione Valle d’Aosta promulga la Legge regionale n. 4, 25 febbraio 2013. Tale misura prevede l’istituzione di un forum permanente contro le molestie e la violenza di genere, la promozione di progetti antiviolenza e di iniziative di prevenzione e di informazione, un servizio di prima accoglienza per le donne maltrattate e un Osservatorio regionale sulla violenza di genere. http://www.consiglio.regione.vda.it/app/leggieregolamenti/dettaglio?pk_lr=7462;

VENETO: Legge regionale 21 giugno 2018, n. 22, Modifiche alla legge regionale n. 5/2013 “Interventi per prevenire e contrastare la violenza contro le donne -La Regione Veneto promulga la Legge regionale n. 22, 21 giugno 2018, che modifica la precedente Legge regionale n. 5, 23 aprile 2013. In particolare, oltre all’enfatizzazione della ratifica della Convenzione di Istanbul da parte dell’Italia, viene assicurata la misura regionale Reddito di Inclusione Attiva (RIA) anche alle donne vittime di violenza che si trovino in una situazione di disagio economico e che abbiano intrapreso un percorso personalizzato presso le strutture specializzate e riconosciute dalla stessa legge regionale. Il RIA prevede un sostegno economico atto a promuovere la dignità della persona e contemporaneamente la crescita di competenze e di una piena autonomia. https://welforum.it/wp-content/uploads/2018/07/Veneto_LR_32_2018.pdf

Legge regionale 23 aprile 2013, n. 5, Interventi regionali per prevenire e contrastare la violenza contro le donne – (la più recente l.r 22/2018, appena citata, l’ha modificata in maniera sostanziale, modificando gli articoli 1,2,3,4,6,7,8,9,10,12 ed abrogando l’articolo 5). https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioLegge.aspx?id=248344

 

 

 

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